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FOCUS EMIRATI ARABI

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Nei primi 7 mesi del 2017 si consolida il trend positivo della nostra bilancia commerciale nei confronti degli EAU. L'export e' infatti cresciuto del 4,8% superando i 3,22 miliardi di euro, contro i 3,07 mld del 2016. Dal canto loro, le importazioni di prodotti emiratini hanno invece subito una flessione del 14,3% rispetto all' analogo periodo dell'anno precedente passando da 603 a 517 milioni di euro. Conseguentemente il saldo commerciale, sensibilmente favorevole all'Italia, e' cresciuto di oltre il 9%, raggiungendo i 2,7 miliardi.
Tra i dati piu' significativi tra le vendite, una vera e propria impennata e' stata registrata nelle esportazioni del comparto macchinari (macchine di impiego generale +48,3%, altre macchine di impiego generale + 29%, macchinari per uso domestico +17,7%). Altri dati interessanti sono quelli dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (+63%), saponi, detergenti e cosmetici (+15,6%), autoveicoli (+6,4) e i metalli preziosi che, seppur con valori assoluti contenuti, sono passati da 10 a 47 milioni di euro con un incremento del 363, 8%. Si e' peraltro registrato un interessante rallentamento del trend negativo che il comparto italiano dell'oreficeria-gioielleria registra da ormai quasi due anni: nel periodo in questione, la contrazione e' stata molto contenuta ( -5,2%).
Se l'andamento del comparto dei macchinari e dei raffinati del petrolio conferma la ripresa in atto nell'economia emiratina dopo un 2016 estremamente difficile, quello dei settori piu' strettamente legati al retail (calzature, abbigliamento e mobilio) dimostra, da un lato, come tale ripresa debba ancora far sentire i propri effetti in termini di ricrescita del potere d'acquisto dei consumatori locali, e, dall'altro, dell'ancora non completa ripresa dei grandi flussi di spesa provenienti dagli strategici mercati cinese e russo.
Dal lato dell'import sono diminuite soprattutto le importazioni dei metalli non ferrosi ( -58%) e dei prodotti chimici e fertilizzanti di base (-23,5%), mentre continuano a crescere quelle dei prodotti di porcellana e ceramiche, sicuramente trainate dalle ottime performance registrate anche sul mercato italiano dai prodotti della RAK Ceramics, la piu' grande produttrice al mondo di ceramiche basata nell'Emirato di Ras Al Khaimah.

La robusta performance dell'export ha permesso al nostro Paese di riconquistare il 10^ posto nella graduatoria dei principali fornitori degli EAU a danno della Corea del Sud, con una quota di mercato complessiva del 3%. Tra i Paesi concorrenti, al primo posto consolida la propria posizione l'India con il 15,6% di quota di mercato, la Cina, pur con delle perdite si assesta su 14%, gli Stati Uniti al terzo posto detengono il 9,7%. Molto interessante la performance della Turchia che e' passata dal 2,2% del 2016 al 5,67% attuale, eguagliando di fatto la Germania che occupa ancora il 4^ posto tra i fornitori degli EAU con il 5,8% della quota di mercato ma che, rispetto allo scorso anno, ha perso oltre il 20% del proprio fatturato. 

PERCHE' EMIRATI ARABI

1) Prospettive di crescita negli scambi commerciali;

2) Possibilità di accesso delle nostre imprese ai progetti infrastrutturali;

3) Possibilità di incremento dei flussi turistici nei due sensi;

4) Prospettive di una maggiore partecipazione italiana al settore finanziario emiratino.


Prospettive di crescita negli scambi commerciali 

Per l’Italia gli EAU rappresentano da diversi anni il principale mercato di sbocco per le sue esportazioni nell'area MENA (Middle East and North Africa)​. Dopo la crisi finanziaria di Dubai nel biennio 2009/10, l'interscambio commerciale tra Italia ed EAU ha ripreso a crescere a ritmo sostenuto a partire dal 2011. I principali settori delle nostre esportazioni verso gli EAU, rimangono stabilmente concentrati nell’'oreficeria-gioielleria, nei macchinari industriali, nei prodotti meccanici e nell'elettronica-elettromeccanica. Elevate le prospettive di crescita anche in diversi altri settori.


Possibilità di accesso delle nostre imprese ai progetti infrastrutturali

Grazie ai notevoli piani di sviluppo e infrastutturali previsti dal Governo emiratino nei diversi settori infrastrutturali, a maggior ragione dopo l'attribuzione dell'EXPO 2020 a Dubai e con l'annuncio della realizzazione del nuovo aeroporto internazionale di Dubai, le prospettive per le nostre imprese - in particolari medio-grandi e con pregressa esperienza internazionale - di acquisire commesse per la realizzazione di opere civili, sia nel settore pubblico che privato, rimangono elevate. Spazio anche per le PMI come fornitori settoriali o sub-contractor.


Prospettive di maggiore integrazione delle nostre aziende sul mercato emiratino

Negli EAU sono già presenti oltre 600 aziende italiane operanti nei più disparati settori produttivi. L’'attuale normativa emiratina sulla costituzione nel Paese di attività straniere, prevede l’'obbligo di avvalersi di un partner emiratino con la formula del 49-51% della proprietà in favore del partner locale. Nel contempo, sono presenti in tutto il Paese numerose Zone Franche, che consentono il 100% della proprietà e varie agevolazioni commerciali, seppur con limiti alla possibilita' di commerciare direttamente con gli acquirenti finali.


Possibilità di incremento dei flussi turistici nei due sensi

La domanda turistica emiratina è caratterizzata da una clientela di lusso, con un livello culturale medio-alto ed una sempre crescente propensione a viaggiare. La composizione demografica molto variegata del Paese (gli Emiratini sono meno del 20% della popolazione residente che proviene invece da oltre 200 Paesi) crea una distinzione tra Emiratini ed “expat” (espatriati). Se gli emiratini vantano uno dei redditi pro-capite piu’ alto al mondo, anche i locali expat amano però viaggiare. In costante aumento anche il flusso di viaggiatori dall'Italia (sia per turismo che per affari).


Prospettive di una maggiore partecipazione italiana al settore finanziario emiratino

Gli EAU si stanno sempre più affermando quale hub finanziario di livello mondiale, e non solo nel settore della finanza islamica (nel quale intendono realizzare un importante centro internazionale). Nel Paese operano 46 banche, di cui 21 nazionali e 25 straniere, con un totale di 564 filiali operative nel Paese. In progressivo rafforzamento la presenza finanziaria italiana con tre Banche (Intesa San Paolo, Unicredit ed UbiBanca) presenti in modo più o meno strutturato nel Paese tra Dubai ed Abu Dhabi.






cosa vendere

dove investire 

opportunità di affari 

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ANALISI SWOT (STRENGTHS, WEAKNESSES, OPPORTUNITIES, THREATS)​

PUNTI DI FORZA

- Prospettive di crescita negli scambi commerciali

- Possibilità di accesso delle nostre imprese ai progetti infrastrutturali

- Prospettive di maggiore integrazione delle nostre aziende sul mercato emiratino

- Possibilità di incremento dei flussi turistici nei due sensi

- Prospettive di una maggiore partecipazione italiana al settore finanziario emiratino


PUNTI DI DEBOLEZZA

- Accesso al finanziamento

- Inflazione

- Forza lavoro non adeguatamente istruita​


OPPORTUNITA'

Cosa vendere

Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature

Mobili

Servizi di alloggio e ristorazione

Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia)

Prodotti alimentari


Dove investire

Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia)

Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili)

Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature

Costruzioni

Prodotti alimentari


MINACCE

Vicinanza geografica all'’Iran

Contesto generale

Rischio sovrano


I punti di debolezza risultano dalle interviste ad imprenditori operanti in loco realizzate dal World Economic Forum – Global Competitiveness Index (ultima edizione disponibile)

ANDAMENTO DELLE PRINCIPALI VARIABILI ECONOMICHE

- PIL E DOMANDA LOCALE DI BENI E SERVIZI STRANIERI

- POPOLAZIONE

- PRINCIPALI DESTINATARI DELL'EXPORT DEL PAESE

- PRINCIPALI FORNITORI DELL'IMPORT NEL PAESE

- FLUSSI DI IDE IN % DEL PIL (L’internazionalizzazione produttiva è uno degli aspetti centrali del fenomeno di globalizzazione dell’economia mondiale. Il principale strumento attraverso cui opera è quello dei flussi di investimenti effettuati dagli operatori in paesi diversi da quello dove è insediato il centro della loro attività ossia gli investimenti diretti esteri (IDE).  Sono definiti IDE gli investimenti internazionali volti all’acquisizione di partecipazioni "durevoli" (di controllo, paritarie o minoritarie) in un’impresa estera (mergers and aquisitions) o alla costituzione di unafiliale all’estero (investimenti greenfield), che comporti un certo grado di coinvolgimento dell’investitore nella direzione e nella gestione dell’impresa partecipata o costituita)

- EXPORTAZIONI ITALIANE NEL PAESE 

- IMPORTAZIONI ITALIANE DAL PAESE 

- STOCK DI IDE IN MLN DI EURO

- FLUSSI DI IDE IN MLN DI EURO




​​Per informazioni puntuali sulle fonti utilizzate, si prega di far riferimento all’Ambasciata Italiana competente per il paese.

OUTLOOK POLITICO

- POLITICA INTERNA

- RELAZIONI INTERNAZIONALI

OUTLOOK ECONOMICO

- QUADRO MACROECONOMICO

- POLITICA ECONOMICA

- WTO, ACCORDI REGIONALI ED ALIQUOTE TARIFFARIE

- ACCORDI REGIONALI NOTIFICATI AL WTO

- INDICATORI MACROECONOMICI

- CAMBIO

- BILANCIA COMMERCIALE

- SALDI E RISERVE INTERNAZIONALI

- INVESTIMENTI - STOCK

- INVESTIMENTI - FLUSSI

- DISPONIBILITA' MATERIE PRIME

- ASPETTI NORMATIVI

- BARRIERE TARIFFARIE E NON




COMPETITIVITA' E BUSINESS ENVIRONMENT

- INDICI DI GLOBAL COMPETITIVENESS E LIBERTÀ ECONOMICA​

- INDICI DI APERTURA AL COMMERCIO INTERNAZIONALE - GLOBAL ENABLING TRADE INDEX 

- FATTORI MAGGIORMENTE PROBLEMATICI PER FARE BUSINESS

- BUSINESS COST

- INDICE DOING BUSINESS


ACCESSO AL CREDITO

- ELENCO BANCHE 

​- ACCESSO AL CREDITO

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ACCESSO AL CREDITO

..........Il sistema bancario e dei servizi finanziari negli EAU hanno fatto significativi progressi grazie all’attività di regolamentazione e controllo della Banca Centrale. La legge bancaria emiratina riconosce ed individua 5 categorie di soggetti abilitati all’attività creditizia: Banche Commerciali; B. d’Investimento; Istituti finanziari; Intermediari finanziari e monetari. Negli EAU operano 22 Banche nazionali e 26 straniere. Nel corso del 2016 la presenza delle istituzioni finanziarie italiane si è rafforzata significativamente: i) Intesa SanPaolo, già presente con un ufficio di rappresentanza presso la zona franca di Dubai (DIFC), ha costituito ad Abu Dhabi una filiale wholesale onshore, abilitata ad operare in dirham; ii) sono stati inoltre aperti presso DIFC gli uffici di rappresentanza di UBI Banca e di SACE. In ultimo UniCredit ha già avviato la procedura per costituire entro il 2017 una filiale presso la zona franca di Abu Dhabi (Abu Dhabi Global Market). Aprire un conto corrente negli EAU è molto semplice, purché si possegga un visto di residenza. I finanziamenti a lungo termine sono disponibili e non è particolarmente difficile accedervi, nonostante vengano erogati su base selettiva. Le banche distinguono tra clienti emiratini e di altre nazionalità. Per questi ultimi i criteri per avere accesso ai prestiti appaiono più stringenti. Il minimo stipendio per alcuni prestiti personali è di 5.000 AED mensili; al contrario, per ricevere un prestito per l’acquisto di un immobile, è possibile sia necessario uno stipendio minimo di 15.000 AED. Recentemente, sono stati introdotti per le imprese anche i servizi di factoring e leasing tecnico e immobiliare. Per le aziende locali l’Emirates Industrial Bank, creata dal Governo Federale, ha lo scopo di affiancarle ed agevolarle, per favorire lo sviluppo del settore privato. Il rallentamento della crescita economica, causa le persistenti basse quotazioni petrolifere e le politiche di consolidamento fiscale, ha ridotto le prospettive di espansione del settore bancario. Le condizioni di liquidità del sistema, che avevano subito un forte deterioramento a seguito della drastica riduzione dei depositi governativi nel corso del 2015 e della prima parte del 2016, sono tuttavia migliorate con la raccolta bancaria che è tornata a crescere a ritmi sostenuti a fine 2016 e inizio 2017. Il costo del denaro è previsto in aumento nel medio periodo a causa dell`inasprimento della politica monetaria americana, stante la parità fissa tra il dirham e il dollaro. La Banca centrale degli EAU ha seguito finora la Federal Reserve nel rialzo dei tassi ufficiali, aumentando a dicembre 2016 e a marzo 2017 il tasso sui certificati di deposito, ogni volta di 25 punti; a marzo c`è stato anche il rialzo del tasso repo a 1,25% (+25 p.b.). L`attuale difficile contesto economico potrebbe spingere le banche a consolidarsi, anche in vista di una maggiore espansione sull`estero; nel primo trimestre del 2017 si sono fuse due tra le principali banche, National Bank of Abu Dhabi e First Gulf Bank, costituendo così la First Abu Dhabi Bank, prima banca degli EAU e seconda della area MENA. I rischi di stabilità finanziaria sono contenuti, in considerazione della solidità patrimoniale delle banche; a fine 2016, il “capital adequacy ratio” medio si attestava al 19%, ben al di sopra del minimo regolamentare (12%). La Banca centrale ha recentemente emanato una nuova regolamentazione sui coefficienti patrimoniali, con cui vengono recepiti i requisiti di Basilea III. Entro il 2019, il requisito minimo di capitale, comprensivo del capital conservation buffer e del countercyclical buffer, sarà progressivamente aumentato fino al 15,5%. Già adesso la maggioranza delle banche è sopra i nuovi limiti. I Non Performing Loans, più alti rispetto ad altri paesi del GCC, sono rimasti stabili al 6,3% a fine 2016. Da qualche anno a questa parte, in linea con la strategia di diversificazione economica e aumento della competitività del sistema Paese, le politiche di sviluppo del settore privato hanno portato le banche a facilitare i prestiti verso le PMI, i cui finanziamenti ad oggi costituiscono solo poco meno del 5% dei finanziamenti totali erogati. Il comparto della finanza islamica è in forte crescita; in particolare le banche conformi alla sharia, che rappresentano un quinto del mercato bancario, hanno visto aumentare il proprio attivo ad un tasso pressoché doppio rispetto alle tradizionali negli ultimi quattro anni. Sono inoltre sempre più numerose le iniziative industriali e pubbliche finanziate con emissioni a lungo termine di titoli obbligazionari islamici (Sukuk).​ reference info mercati 

RISCHIO PAESE 

- RISCHIO POLITICO 

- vicinanza geografica con l'iran 

​- instabilità interna  


- RISCHIO ECONOMICO 

- rischio sovrano

- rischio privato

- rischio bancario

- rischio immobiliare 


- RISCHIO OPERATIVO

- contesto generale

- la controparte locale

- la costituzione di una società

- consigli pratici

RAPPORTI CON L'ITALIA OVERVIEW

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SCAMBI COMMERCIALI 

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Import italiano dal paese

Export italiano verso EAU 

Elaborazioni Ambasciata d’Italia su dati Agenzia ICE di fonte ISTAT.

- INVESTIMENTI CON L'ITALIA  - STOCK

- INVESTIMENTI CON L'ITALIA - FLUSSI

- PRESENZE ITALIANE E RAPPORTI INTERNAZIONALI 

- ACCORDI ECONOMICO COMMERCIALI


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IL FOCUS PAESE PERMETTE ALLA REALTA' IMPRENDITORIALE DI AVERE LA VISIONE CHIARA ED AGGIORNATA DEL PAESE IN CUI VUOLE IMMERGERE IL PROPRIO BUSINESS.


​IL REPORT COMPLETO VIENE RILASCIATO A SEGUITO DI ANALISI APPROFONDITA ED AGGIORNATA IN COLLABORAZIONE CON I PRINCIPALI REFERALS MONDIALI.


L'IMPIANTO DESCRITTIVO E' PURAMENTE ESEMPLIFICATIVO DELLA VERSIONE FINALE COMPLETA IN OGNI SUA PARTE.


UN GRAZIE PARTICOLARE A TUTTI I PROFESSIONISTI CHE HANNO COLLABORATO NELLA REDAZIONE DEL PROGETTO.




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